Laguna di Orbetello Half Marathon 27.04.2014

Sveglia alle 6 e routine di stretching AIS, in totale 25 minuti. A ruota colazione, leggera e semplice come nei giorni di gara: una tazza di thé, un paio di fette di pane e marmellata.
Mi vesto con calma, prendo lo zaino preparato la sera prima e salgo in auto. 40 minuti e sono ad Orbetello, nettamente in anticipo per lasciare l’auto in un posto comodo (e non a parchimetro).
Ritiro il pettorale (34) e vado a cambiarmi, con calma.
Impiego i miei soliti 15 minuti per infilzare il pettorale sulla maglia. E’ un’arte di precisione, come la scrittura ad ideogrammi o la progettazione di space shuttles. Io non sono preciso, il mio pettorale è sempre un campo di battaglia.
Inizio il riscaldamento e faccio due chiacchiere con un amico. Mi sento bene, tranquillo e rilassato. Cielo nuvoloso e temperatura mite, non credo patirò il caldo.

Tutti sulla linea dello start. Lo sparo. Una gomitata del runner davanti mi strappa dal polso il mio GPS, che vedo rotolare per terra. Lo raccolgo, mi incazzo e proseguo. Ho il pacer (con palloncino di Cattivissimo Me) dell’ora e trenta da tallonare. Il mio obiettivo è 1.32-1.33, quindi l’idea di tenerlo sott’occhio a debita distanza.
Sfila il primo chilometro @3.55, serve per togliersi un po’ di runners da davanti. I successivi 5-6 km sempre in scioltezza.

Inizia il tratto da Orbetello ad Ansedonia, con vento laterale e frontale. Sulla destra la laguna di Orbetello, bellissima, ed il monte Argentario che si staglia imponente. Ricordi d’estate. Rallento il passo di una decina di secondi. Sento le gambe che girano senza problemi. Ai primi due rifornimenti bevo un po’ d’acqua.
Ci avviciniamo al tratto in Feniglia (dal km 10 al km 17), sterrato e tutto fatto da lievi saliscendi.

Feniglia ed i suoi ospitali pini, riparano dal vento e creano un alone che sa di mare e di relax. Attacco tutti i tratti senza strafare. Le scarpe non tengono bene la parte sterrata e perdo spesso la “presa”. Non mi scoraggio.
Verso l’ultimo chilometro di sterrato sento che qualcosa non va. Le gambe lievemente dure. Continuano comunque a girare piuttosto fluide e penso ad altro.

Si rientra sull’asfalto. Il tracollo. Quello che penso sia il muro del 30° km nella maratona me lo ritrovo davanti al 17° di una mezza. Non ne avevo mai sentito parlare per la mezza, forse sono il primo caso. Nel giro di poche centinaia di metri i quadricipiti diventano due blocchi di granito, compatti e praticamente indistruttibili. Mi balenano per la testa idee di ritiro, poi guardo il Garmin e penso che in safety mode potrei comunque chiudere intorno ad 1h36m, come l’anno scorso.

Altre poche centinaia di metri e mi trovo costretto ad alternare parecchio camminare a brevi tratti di stentata inutile e dannosa (forse) corsetta. La rabbia fa velocemente largo alla demoralizzazione. Mi ricordo il post di TheRunningPitt (link) e al commento del suo amico David.
Devo finire, anche se camminare non è un onorevole finire (qui il tracking, per chi si vuole intristire).

Negli ultimi due chilometri e mezzo vengo superato da non meno di 50 runners. Chiudo, sofferente e con le gambe veramente dure. Due blocchi compatti e doloranti. Niente crampi.
Mangio qualcosa, deluso, cercando di rassicurare la mia compagna (preoccupata dal mio volto “sfigurato”, che mi aspettava all’arrivo con mio figlio) che non è niente. Ho sbagliato approccio e ne sto pagando le conseguenze.

Riflettendo a posteriori non sono così convinto d’aver sbagliato l’approccio iniziale. Ho pensato che forse l’influenza di 7-8 gg prima poteva aver minato la forma, ma il test da 5 km a RG del mercoledì e il lento del venerdì mi avevano lasciato delle buone sensazioni.

Ad oggi (sono trascorsi due giorni) non ho ancora capito bene quale o quali sono stati i problemi. Forse è il caso che smetta di chiedermelo.
I quadricipiti sono ancora lievemente doloranti nonostante lo stretching fatto.

Avevo l’idea di una maratona a fine settembre, tentare l’esordio al Mugello. Due sono le vie: ridurre le aspettative oppure ritardare l’esordio. Avrò ancora una 50 di giorni prima del kick off della preparazione. Ci rifletterò bene.

L’anno prossimo cercherò comunque di esserci, come sfida con il terreno, per l’atmosfera di grande festa e di sport, per il paesaggio ed il percorso da cartolina.

2 pensieri riguardo “Laguna di Orbetello Half Marathon 27.04.2014”

  1. Ciao c’ero anche io e devo dire che il paesaggio di questa mezza è spettacolare..In un primo momento volevo fare anche io il PB e scendere sotto 1:33 ma il raffreddore e la febbre di qualche giorno prima e il relax delle vacanze mi hanno fatto riflettere e quindi ho fatto fare il PB ad un mio compagno di squadra,che è cmq una soddisfazione.Per il muro dei 17/18 km della mezza confermo che esiste e si sente anche ad andature più lente.

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