Cortina Trail 2016 – 47 km D+ 2.650

Paesaggi stupendi. Giro impegnativo. Immagini e colori. Forti e vibranti emozioni.

Grazie a Elena e Folco che mi hanno accompagnato e atteso.

Di più non riesco a scrivere.

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PS: per chi si vuole fare un’idea, ecco un racconto ben scritto (qui) ed un video molto ben fatto (qui)

Tuscany Crossing 2016 – 53 km D+ 1.890

E’ un post #tbt, che ora va tanto di moda.

Dopo la Grosseto – Castiglione affrontata in maniera positiva e con un riscontro fisico che non mi aspettavo, rompo gli indugi e decido di dare seguito all’iscrizione già fatta per il TCV – Tuscany Crossing Valdorcia, versione 53 km, da Montalcino a Castiglion d’Orcia.
A questo giro trasferta lusso, con famiglia al seguito e sera prima in albergo a Montalcino. Partenza a 200 metri dalla camera. Niente male.

Il venerdì pomeriggio partiamo da Siena subito dopo lavoro, contiamo di arrivare a Castiglione verso le 18. Mai previsione più errata: una colonna interminabile per uscire da Siena ci fa arrivare al ritiro pettorale quasi alle 19 (e scendo solo io perché piove), quindi veloci a Montalcino per lasciare le borse in hotel e andare a cena.
Nottata non troppo riposante, ma la mattina sono fresco e emozionato. Sto per affrontare un trail in uno tra i paesaggi più belli al mondo, senza troppo dislivello e con la chance di ammirare il panorama.

Partenza con un’arietta frizzante ed un buon numero di partecipanti; giro di Montalcino e poi ci addentriamo nella campagna. Al km 10 circa, dopo una curva, si vede in basso la bellissima Abbazia di Sant’Antimo. Mi avvicino a grandi (per me) falcate e con un buon ritmo. L’attraversamento del borgo di Castelnuovo dell’Abate ed il ristoro sono piacevoli, non mi dilungo in chiacchiere perché la strada da fare è ancora tanta.

Attraversiamo vigneti, colline e bosco. Temperatura fresca e gradevole che pulisce il cielo. La visuale è nitida per decine di km, colline “pezzate” a non finire, con tutte le sfumature del verde. Intorno al km 25 il cielo scurisce, verso il km 28 piove e grandina. Poi smette. Al km 33 vengo sorpassato da un Giulio Ornati con falcate così ampie e la prima cosa che mi riaffiora alla mente è la favola degli stivali delle 7 leghe.

Faccio un po’ di strada con Gino Emili e chiacchieriamo (lui di più perché ha parecchio più fiato). Ristoro provvidenziale a Vivo d’Orcia dove sperimento per la prima volta (e con gran gusto e con magna soddisfazione) la pausa con minestra di verdure. Replico a Campiglia d’Orcia, ultimo ristoro. Uscito un po’ imballato, spoggetto e faccio un po’ di discesa.
In lontananza si vede Campiglia, ormai è vicina e non saranno più di una decina di km.
L’obiettivo è godersi fino all’ultimo metro. E’ tornato il sole, il paesaggio è ancora nel pieno del suo splendore. Elena e Folco mi aspettano all’arrivo.
L’ultimo tratto, carrareccia polverosa, è un po’ noioso. Vengo sorpassato da altri della 100 km, che corrono con passo leggero e sciolto.
Arrivo a Castiglione, prendo per mano Folco e ci dirigiamo insieme al traguardo.

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Finale: 7.13.54.

Super soddisfatto. Credo sia il risultato dei molti km di trail e dislivello macinati negli ultimi 4 mesi. Ora un po’ di pausa, un altro appuntamento con le meraviglie della natura mi aspetta dopo due mesi…

Grosseto – Castiglione 2016

Riprendo una bozza iniziata parecchio tempo fa…

Pasqua a casa dei miei: il fritto l’ha fatta da padrone.
Quale modo migliore di smaltire il tutto con una sgambata in compagnia?
L’occasione è l’edizione Zero della Grosseto – Castiglione (della Pescaia). 23 km assolutamente pianeggianti dal Duomo del capoluogo al faro del porto, lungo la ciclabile che porta a Marina e che, una volta raggiunta la pineta, devia verso nord (ma sempre su ciclabile) fino al traguardo.
Dopo i 50 km della settimana prima avevo bisogno di fare un lento, anche perché avevo caricato la settimana anche con delle ripetute il sabato mattina.
La mattina presto, come da programma, porto l’auto all’arrivo e prendo la comodissima navetta che mi riporta a Grosseto. Per la prima volta posso stare a casa fino a una mezz’ora dalla partenza. Una goduria!
Quindi moglie e figlio mi accompagnano alla partenza e fanno i primi 5-6 metri con me, che per l’occasione deciso giustamente di partire dietro la scopa.
Quindi mi accodo ad un ritmo che può sembrare il mio (nei piani c’è una media di 5.20-5.30/km).
Dopo i primi due km ed il passaggio sotto casa mi scopro a 5.15 e mi sento bene.
Al km 6 vedo che si inizia a girare a 5.08 e provo a tirare il freno… dopo due passi decido però di prenderla come viene (al massimo scoppierò).

Km 9 e si gira verso l’interno, quindi si entra in pineta. Mi faccio prendere dall’entusiasmo del fondo morbido e di qualcuno che mi sorpassa a gran velocità. Alzo il ritmo a 5.00/km…

Si rientra sulla ciclabile e l’asfalto mi dà fastidio. Corro sul bordo, con il piede destro che batte sul tappeto di aghi di pino accumulati dal vento.
Al km 14 mi sento in palla e scendo a 4.50/km (erano almeno 18 mesi che non correvo a questo ritmo, che all’epoca era il mio fondo lento). Decido di spingere e provare a chiudere sotto le 2 ore.

Riprendo parecchi runners e chiudo per mano a mio figlio in 1.57.27, 100esimo assoluto su 212. Non male considerando le Valli Etrusche (50 km e D+ 2.700) di 7 giorni prima.