Scarpe

Ciò su cui non cerco di lesinare (me l’hanno detto centinaia di persone, l’ho letto in migliaia di siti web e libri).

New Balance 1210 v2 Leadville
(in uso)

Salomon X-Scream 3D
(in uso)
Niente male. Attualmente sono a 180 km e devo dire che non sono male. Calzano bene, il quicklace di Salomon è preciso e non fastidioso (al contrario di quello di Hoka).
Leggermente rigide, mi aiutano abbastanza nella corsa di avampiede/mesopiede perché il tallone è rigido e ogni volta che sbaglio il passo e appoggio il tallone sento un bel rintrono.

Hoka One One Conquest
(in uso)

Nike Wildhorse
(pensionate a 182 km)
Ho voluto strafare e ho acquistato anche un paio di aggressive scarpe da trail. E’ un tipo di attività che ho intenzione di riprovare, dopo aver partecipato l’anno scorso al Chianti Trail. Forse come primo paio è un po’ spinto (minima ammortizzazione e drop 4 mm) per uno abituato a delle canoniche A3. Sono leggere, molto leggere rispetto al resto del mio parco macchine. Ho preso US 13 per starci bello largo. Ho intenzione di iniziare ad usarle dopo il Mugello in ottica Chianti Trail (18 km) o Trail del Luca (11 km). Poi qualche altra prova naturalistica. Credo di usarle a lungo da che non ho nei piani di breve termine di convertirmi al naturismo puro. Spero che il drop basso non mi crei problemi.
Update: le ho utilizzate per una ventina di km, poi ci ho fatto il Trail del Luca. Leggere rispetto ai miei standard, su un terreno buonissimo mi hanno permesso di fare una gara veloce, soprattutto nella seconda parte. Forse il numero è eccessivo, tanto che in discesa mi dava un po’ “noia” sentirla larga. La utilizzerò per trail veloci e allenamenti in campagna/collina.

Pensionate a 182 km perché si erano già tutte imbarcate. Probabilmente erano troppo leggere per il mio peso.

Asics Nimbus 16
(pensionate a 777 km)
Per ora le ho nell’armadio e le tirerò fuori intorno al 10 settembre, per togliere un po’ di polvere e rodarle in vista della Maratona del Mugello. Colore blu sparato, si vedono da 300 metri. Non potrò fare sorpassi a sorpresa.
Update: utilizzate già da qualche mese, si comportano egregiamente e le sento più leggere delle Nimbus 15. Ci ho corso anche L’Eroica Running da 42 km (qui) e hanno svolto bene il loro compito.

Nike Pegasus 30
(pensionate a 610 km)
Prese perché a prezzo ottimo anche se so che con i miei 75-76 kg sono borderline per poter utilizzare le Pegasus. Le ho nella versione white swosh nere nel tallone e verdastre davanti. Inguardabili, soprattutto nel mio US 12 che le fa sembrare due gommoncini per i giochi dei bambini al mare.
Le utilizzerò per le uscite brevi (fino a 15-16 km) e le ripetute fino a 20 km (complessivi). Pesano solamente 338 grammi e appena indossate le ho sentite leggere.
Dopo un uso abbastanza lungo (1 anno causa 4 mesi di stop) le ho pensionate quasi completamente scariche. Sono decisamente scarpe per stazza inferiore alla mia ed in fondo stavano curvandosi come la chiglia di una barchetta. Leggere come sono le ho usate per fare allenamenti più veloci e mai oltre i 14 km.

Asics Nimbus 15 n.2
(in uso)
Mi sono trovato bene con le Nimbus. Perché non cogliere al volo l’occasione dei saldi contestuali alla ormai già uscita versione 16 per prenderne un paio? L’obiettivo e spremerle per la preparazione della prima maratona. Non dico che le finirò entro fine settembre… ma insomma arriveranno in prossimità della gara già molto navigate e quindi inutilizzabili per la gara stessa. Infatti in quest’ottica ho preso anche un paio di Nimbus 16.

Asics Nimbus 15
(pensionate a 899 km)
Sono l’altro paio, quello per i lavori di quantità e di relax (tutti i FL e FLL). Il mio US 11.5 pesa ben 383 grammi. Le Nimbus si confermano un filone solido, consistente e piacevole da utilizzare. A 500 km le sento ancora ben ammortizzate e senza segni di cedimento. Nonostante siano per i lavori “lenti”, mi hanno permesso di abbassare in allenamento il mio PB sulla mezza (1.33.24 – Apr 2014).
Dopo gli 850 km sono crollate vertiginosamente. Le ho usate un altro poco (ma non troppo data l’esperienza di poco prima con Glycerin 11).

Brooks Glycerin 11
(pensionate a 764 km)
A novembre 2013 mi sono “evoluto” e ho deciso di alternare due paia di scarpe. Per la sezione “reattive” – ma pur sempre delle A3 – ho incamerato le Glycerin 11: un altro passo rispetto a tutte le altre utilizzate finora. Stimolano a spingere e le ripetute riescono sempre con soddisfazione. Le utilizzo anche per le gare fino alla mezza (oltre per ora non sono mai andato). Già a nemmeno 500 km hanno iniziato a darmi un sospetto di “scarico”. Volevo continuare ad usarle per le uscite fino a 12-14 km e per qualche mini-tapasciata locale, invece ho forzato la mano e le ho usate un po’ troppo. Credo siano le responsabili del fastidioso fastidio al coccige che mi porto dietro da qualche settimana. Imputo a loro la colpa poiché nelle ultime 2 uscite più lunghe (sui 20 km ciascuna) le ho sentite fin da subito piuttosto dure.

Nike Vomero+ 7
(pensionate a 713 km)
Delle navi da crociera: comodissime e così ammortizzato da non poter fare a meno di atterrare sul tallone durante la rullata. Pensionate a 720 km. Dovevano accompagnarmi fino a ridosso della mia prima maratona (Verona 2013) ed invece mi hanno accompagnato in tutta la ripresa dell’attività post lussazione della spalla dell’estate 2013.

Asics Kayano 18
(pensionate a 358 km)
Un errore prenderle. Ho acquistato delle ottime scarpe antipronazione mentre ho bisogno di neutre. Sono ottime e mi hanno permesso di collezionare PB su PB, ma alla fine (dopo 360 km di utilizzo) mi hanno lasciato un dolore alla testa del femore sinistro che ha necessitato di 8 mesi per attenuarsi. E ancora (ad Aprile 2014, dopo 12 mesi) non è ancora del tutto passato.

Asics Nimbus 13
(pensionate a 904 km)
Dismesse dopo i miei primi 904 km da runner neofita. Una volta le avevo definite “nuvole di drago” sotto i piedi. Sono state delle A3 di qualità (e di costo) che mi hanno permesso di approcciare il mondo running senza avere mai la sensazione di un minimo problema ai piedi. Le prime non si scordano mai!

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